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dc.contributor.authorFilocamo, Andrea
dc.date2017-05-02
dc.date.accessioned2018-02-20T22:48:52Z
dc.date.available2018-02-20T22:48:52Z
dc.date.issued2018-02-20
dc.identifier.issn1699-9495es_ES
dc.identifier.urihttp://hdl.handle.net/10612/7373
dc.description.abstractL’Autore analizza gli effetti conseguenti alla conclusione dell’Unione Monetaria Latina nell’Ottocento tra Belgio, Francia, Italia, Grecia e Svizzera, considerando obiettivi ufficiali e aspettative dei singoli Stati membri. L’uniformità monetaria raggiunta non si tradusse in una maggiore integrazione commerciale, né gli Stati membri riuscirono a ottenere i vantaggi che si attendevano, dovendo soprattutto preoccuparsi di limitare i danni legati al corso forzoso e al crollo del prezzo dell’argento. Solo l’Italia sembra essere riuscita, in parte, a ottenere qualche vantaggio dall’Unione. Gli studiosi hanno spesso evidenziato i problemi legati alla previsione di regole poco stringenti nel funzionamento dell’Unione. Qui si argomenta che una costruzione più rigida e centralizzata non sarebbe stata sufficiente ad evitarli.es_ES
dc.languageitaes_ES
dc.publisherUniversidad de Leónes_ES
dc.subjectComercioes_ES
dc.subjectEconomíaes_ES
dc.subjectFinanzases_ES
dc.subjectPolíticaes_ES
dc.subject.otherUnione Monetaria Latinaes_ES
dc.subject.otherIntegrazione commercialees_ES
dc.subject.otherBimetallismoes_ES
dc.subject.otherCorso forzosoes_ES
dc.subject.otherBanca centralees_ES
dc.titlePer un bilancio dell'unione monetaria latina = An assessment of the Latin monetary uniones_ES
dc.typeinfo:eu-repo/semantics/contributionToPeriodicales_ES
dc.identifier.doihttp://dx.doi.org/10.18002/pec.v0i23es_ES


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